Le prime parziali notizie sono arrivate poco dopo le 13. “Il colonnello Muhammar Gheddafi è stato catturato” dice il Cnt alla France Presse. Quasi un’ora dopo un altro annuncio, questa volta più forte del primo, un annuncio di quelli destinati a rimanere impressi nei libri di storia come l’impiccagione di Saddam Hussein e l’uccisione di Osama Bin Laden: “Muammar Gheddafi è stato ucciso”. Morto durante il trasporto in ambulanza a Misurata in seguito alle gravi ferite riportate dopo un raid aereo della Nato a Sirte. La notizia viene rilanciata dalla tv Al Arabiya, pochi istanti dopo il popolo libico è in strada a festeggiare quella che per il Cnt è “la conquista della libertà”, come dichiarato da Khalifa Haftar, uno dei massimi capi militari del Consiglio nazionale di transizione. Gheddafi non sarebbe l’unica vittima “illustre” del raid su Sirte. Secondo fonti del Cnt, infatti, nel corso degli attacchi sarebbe morto anche il ministro della Difesa del regime di Gheddafi, Abu Bakr Younes. E le forze di opposizione sarebbero riuscite a catturare anche il figlio del ‘rais’ Mutassim, gli esponenti del regime Abdullah al-Senussi e Mohammed Dhu, e Moussa Ibrahim, portavoce del regime, più volte dato per morto o arrestato negli scorsi mesi. La morte di Gheddafi è stata confermata dall’ambasciatore libico a Roma Abdul Hafed Gaddur ma non dalla Nato. Secondo quanto trapelato, infatti, il Consiglio Atlantico – prima di diffondere una nota ufficiale – dovrebbe riunirsi tra poche ore a livello di rappresentanti permanenti per fare il punto sulla missione e decidere l’eventuale stop alle operazioni. Intanto sono arrivati puntuali i primi commenti, dall’Italia e dall’estero. “Sic transit gloria mundi” (“Così passa la gloria di questo mondo, ndr), è stato il primo commento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. “Ora la guerra è finita”, ha poi aggiunto il premier. “E’ una grande vittoria popolo libico”, ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, fotografando la morte di Gheddafi come “un grande passo avanti” che però “si è concluso in modo tragico perché il dittatore si è rifiutato fino all’ultimo di arrendersi alla Giustizia internazionale che non lo avrebbe certamente impiccato ma lo avrebbe giudicato secondo le regole”. Per il segretario di Stato degli Usa, Hillary Clinton, sarebbe un “sospiro di sollievo” qualora le notizie venissero confermate. La morte di Gheddafi “segna la fine di un’era di dispotismo e repressione della quale il popolo libico ha sofferto troppo a lungo” hanno detto in una dichiarazione congiunta il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, e il presidente permanente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy. (Ram – 20 ott)