Diciassette anni di carriera, singoli di successo, live in Argentina, Spagna, Inghilterra. E poi un lungo viaggio negli Stati Uniti, esplorazioni sonore e nuove avventure, rock e contaminazioni, viaggi e sogni. I Negrita tornano con un nuovo attesissimo album: sono gli stessi di sempre eppure non sono mai uguali. In fondo è questa lo loro forza, una costante che fa di Pau (voce), Cesare (chitarra), Drigo (chitarra), e Franky (basso) una delle rock band più amate nel nostro Paese e non solo. “Amiamo cambiare, sperimentare, osare. Questo album è schizofrenico dal punto di vista stilistico. Ci siamo divertiti tantissimo a realizzarlo, è un disco molto variegato” dice Drigo a proposito dell’album in uscita martedì, un lavoro che rappresenta per la band un nuovo “salto tematico e musicale”. “Dannato vivere” (Universal music) arriva a tre anni di distanza da “Helldorado”: “E’ molto diverso dai due dischi precedenti – aggiunge il musicista – arriva dopo una gestazione lunga ma voluta: eravamo soddisfatti dalle musiche ma abbiamo curato molto i testi. Abbiamo messo alle spalle l’avventura ispanica, non c’è nessuna influenza esotica. Così come non c’è nessuna invettiva: critici lo siamo sempre stati ma questa volta siamo lontani dall’etichetta di ‘kombat band’ piuttosto vogliamo essere più costruttivi e positivi. In un momento di crisi come quella che stiamo vivendo la musica e l’arte in generale non dovrebbe soffiare sul fuoco della rabbia”. “Siamo circondati dalla crisi, ognuno di noi ha un amico o un familiare che ha perso o sta perdendo il lavoro: bisogna acquistare maggiore consapevolezza: l’ambiente artistico – continua Drigo – non dovrebbe concentrarsi su frustrazioni e rabbia ma promuovere positività”. (Gil – 23 ott)