Secondo quanto afferma il portavoce del commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn, Amadeu Altafaj Tardio, la Commissione Europea “prende nota dello slittamento del decreto sviluppo in Italia e chiede al governo di finalizzare con la massima urgenza forti misure per la crescita”. Il portavoce sottolinea inoltre la necessità per il nostro Paese di attuare “ulteriori riforme strutturali oltre al consolidamento di bilancio per liberare il potenziale di crescita del Paese”, aggiungendo che la mancanza di crescita “è il suo tallone di Achille degli ultimi anni”. Infine, secondo il portavoce di Olli Rehn, l’Italia deve assolutamente “migliorare la qualità della sua spesa pubblica”. Amadeu Altafaj Tardio precisa comunque che da parte della Commissione non ci sono pressioni per il nostro Paese, ma un “forte incoraggiamento”. Intanto, a sollecitare il varo di misure per lo sviluppo è il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia: “Abbiamo chiesto al governo di fare in fretta, perché il tempo è scaduto, la situazione si fa ogni giorno più pesante” afferma la numero uno degli industriali, sottolineando che il richiamo da parte della Ue è giusto. Sul dl sviluppo allo studio del governo, la Marcegaglia afferma che “per dare un giudizio bisogna aspettare il disegno definitivo che dovrebbe essere pronto la prossima settimana, speriamo non oltre”. La leader degli industriali si dice poi “contraria ad ogni forma di condono”. “La sensazione oggi – afferma la Marcegaglia – è che non stiamo parlando delle riforme profonde di cui abbiamo bisogno”. Alcune delle misure che vengono ipotizzate sono interessanti, sottolinea la Marcegaglia, ma “abbiamo bisogno di più cose – aggiunge – una riforma fiscale che abbassi le tasse su lavoratori e imprese e per farlo siamo disponibili da una patrimoniale, poi liberalizzazioni vere, un piano di vendita dei beni pubblici, investimenti su energie e rinnovabili. Abbiamo bisogno di cose più profonde e per quello che vediamo oggi non ci sono: servono per dare un segnale di discontinuità che è oggi essenziale per il Paese”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, che in un convegno sul federalismo fiscale a Venezia ha affermato che “le misure per la stabilità che il nostro Paese continua in modo virtuoso a rafforzare vanno necessariamente coniugate con quelle per la crescita”. (Roc – 21 ott)