Nairobi – Si è tenuta a Nairobi la Conferenza Nazionale sulle politiche di attuazione della bonifica delle terre che riguarda soprattutto il recupero di terreni degradati da imponenti fenomeni erosivi conseguenti ad errate pratiche forestali, agricole e pastorizie, specie nelle aree aride o semi aride del Paese. La Conferenza è stata preceduta da due seminari regionali di Mombasa ed Eldoret, sempre sostenuti dall’Italia, che detiene un ruolo leader tra i Paesi donatori nel settore dell’acqua. I lavori del Congresso sono stati aperti dal ministro per l’Acqua ed Irrigazione e dall’ambasciatrice italiano Paola Imperiale, e vi hanno partecipato circa 70 delegati di Istituzioni pubbliche ed organizzazioni della società civile. Data la gravità e la crescente estensione di tale degrado, la bonifica territoriale si impone ormai come azione urgente e prioritaria sia per lo sviluppo rurale, sia per la conservazione delle risorse idriche. Come noto infatti, i terreni degradati assorbono scarsamente le precipitazioni, ciò che determina frequenti inondazioni ed il progressivo esaurimento delle falde acquifere. L’erosione delle terre rimane di fondamentale importanza per l’ambiente e lo sviluppo socio-economico del Kenya. Si calcola che ogni anno si perdono circa 390 milioni di dollari, circa il 3% del Pil, a causa del degrado che causa la diminuzione della produttività e minaccia la sicurezza alimentare delle popolazioni. La validazione delle politiche nazionali di bonifica sarà presto allineata all’assetto statale della nuova Costituzione, approvata un anno fa dai cittadini del Kenya. (9colonne)