Il ministro Maurizio Sacconi rilancia la necessità di una riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Dopo che il premier Silvio Berlusconi ha sottolineato l’efficacia del disegno di legge in materia presentato dal senatore Pietro Ichino, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, intervistato da Maria Latella su Sky, apre alla proposta del senatore del Pd e giuslavorista sull’articolo 18: “E’ interessante. Proseguiamo su questa strada e non su quella dello scontro imboccata dai sindacati”. Il ministro ha inoltre lanciato l’allarme terrorismo: “Ho paura, ma non per me perché sono protetto, ho paura per persone potrebbero non essere protette e proprio per questo diventare bersaglio della violenza politica che, nel nostro paese non si è del tutto estinta”. “Oggi – ha aggiunto – vedo una sequenza dalla violenza verbale, alla violenza spontanea, alla violenza organizzata che mi auguro non arrivi ancora una volta anche all’omicidio come è accaduto, l’ultima volta dieci anni fa proprio con il povero Marco Biagi nel contesto di una discussione per molti aspetti simile a quella di oggi. Perché già allora parlavamo non di licenziamenti facili – termine che è assolutamente falso – ma, piuttosto, di come incoraggiare le imprese a intraprendere, ad assumere, ad ampliarsi, a crescere anche attraverso l’idea che se poi le cose non andassero bene, se poi le cose si rivelassero difficili, le imprese, come hanno fatto il passo in avanti dovrebbero fare magari anche un mezzo passo indietro”. Intanto Pietro Ichino torna a parlare della sua proposta di modifica dell’articolo 18 in un articolo sul Giornale: “Si tratta di questo: un codice del lavoro semplificato, composto di 70 articoli molto chiari e facilmente traducibili in inglese, suscettibili di applicarsi a tutta l’area del lavoro sostanzialmente dipendente. Così si supera il dualismo fra protetti e non protetti nel mercato del lavoro. L’idea è che, in partenza, questo nuovo ‘diritto del lavoro unico’, per la parte relativa ai licenziamenti si applichi soltanto ai rapporti di lavoro nuovi, che si costituiranno da qui in avanti”. Il noto giuslavorista del Pd indica quindi i punti salienti del provvedimento: “Tutti a tempo indeterminato – tranne, ovviamente, i casi classici di contratto a termine, per punte stagionali, sostituzioni temporanee, eccetera – a tutti le protezioni essenziali, in particolare contro le discriminazioni, ma nessuno inamovibile. E a chi perde il posto una garanzia robusta di assistenza intensiva nella ricerca della nuova occupazione, di continuità del reddito e di investimento sulla sua professionalità. Per maggiori dettagli devo rinviare al testo del disegno di legge n. 1873/2009 e al mio sito, www.pietroichino.it”. (Red – 30 ott)