Trento, 3 nov – Dopo l’Etiopia e lo Zimbabwe, la sanità trentina è nuovamente in Africa, per formare giovani medici locali e metterli nella condizione di curare una delle patologie più diffuse tra i bambini, l’idrocefalo, ovvero l’accumulo di liquido cerebrale nel cranio, dovuto a meningiti o altre infezioni. Questa volta l’attività di formazione, condotta da Michele Conti, neurochirurgo del Santa Maria del Carmine di Rovereto, si è tenuta all’ospedale di Tamale, nel nord del Ghana; in meno di una settimana sono stati formati cinque medici, quattro generici e un neurochirurgo.(red)