“Il momento è molto difficile e duro per il Paese”. Torna a porre l’accento sulla situazione economica e sociale dell’Italia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo a Bari alla commemorazione dell’eccidio di antifascisti avvenuto il 28 luglio 1943. È il Sud, secondo il Capo dello Stato, a rappresentare “la grande riserva su cui l’Italia può contare per un suo nuovo, più intenso e equilibrato sviluppo”. Molta gente presente alla cerimonia in piazza Umberto, dove si trova il monumento ai caduti del 28 luglio 1943: “Bello vedere una manifestazione così partecipata – ha sottolineato Napolitano – con tanti cittadini e soprattutto tanti bambini”. Presenti anche tanti rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Bari, Michele Emiliano e i presidenti della Regione Puglia, Nichi Vendola e della Provincia di Bari, Francesco Schittulli. Prima di recarsi a piazza Umberto, il Capo dello Stato ha dato inizio a questa due giorni in Puglia con la celebrazione dell’anniversario del 4 novembre, prima a Roma sul sacello del Milite Ignoto e poi a Bari, nel Sacrario dei caduti d’Oltremare, per ricordare “la vittoria nel primo conflitto mondiale e, con essa, l’Unità d’Italia e le sue forze armate” e per rendere omaggio “a tutti coloro che hanno perso la vita per la libertà e la prosperità della nostra Patria”, ha scritto il presidente della Repubblica nel messaggio inviato in occasione del Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle forze armate. “Nell’anno in cui ricorre il 150esimo dell’Unità nazionale – ha continuato il Capo dello Stato – , pur pienamente e orgogliosamente consapevoli di quanto l’Italia ha saputo fare a partire da quel remoto e glorioso 1861, credo sia nostro dovere guardare al futuro, non limitarsi alla celebrazione del passato”. Mentre l’Italia e il mondo “sono stretti in una crisi economica di intensità, durata ed estensione senza precedenti nel periodo seguito alla seconda guerra mondiale – sottolinea Napolitano -, gli scenari internazionali si caricano di vecchie e nuove tensioni”. (Cle – 4 nov)