Parigi – Parigi omaggia la memoria dell’artista marchigiano Mario Giacomelli, ad 11 anni dalla scomparsa, avvenuta il 25 novembre 2000. Da oggi al 10 dicembre, la galleria Berthet – Aittouares presenta una retrospettiva dedicata all’intensa opera dell’artista nato nel 1925 a Senigallia e che alternò al suo mestiere di tipografo l’arte della fotografia, oltre che della pittura e della poesia. Malgrado l’intenzione di Giacomelli di rimanere ai margini di mode, tendenze e correnti, dopo il 1955, ma soprattutto dopo che il Moma di New York acquistò la sua serie Scanno, nel 1963, acquisì grande notorietà in Italia e all’estero. Particolare la sua tecnica fotografica: dal provino, con una lente, individuava il punto interessante e lo andava ad ingrandire poi stampava un 30×40 cm. Nelle sue foto, sempre in bianco e nero, di cui curava personalmente la stampa fino a portare a galla i segni che lo interessavano, la realtà viene trasfigurata e “sgranata” in idee e sensazioni che superavano il dibattito in corso negli anni Sessanta nella fotografia italiana tra formalisti e neorealisti. (9colonne)