Parigi – “Sulla prostituzione minorile maschile c’è davvero molta strada da fare, iniziando dalla stigmatizzazione delle vittime fino a giungere alle tante condanne che i minori subiscono nei tribunali di mezzo mondo quando denunciano i loro abusatori”. E’ il commento di Marco Scarpati, presidente di Ecpat-Italia, all’assemblea mondiale promossa dalla organizzazione internazionale che combatte la prostituzione minorile, in corso fino a domani a Parigi. In particolare ieri è stato presentato il nuovo Protocollo Opzionale delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini, promosso dal comitato per la CRC (Convenzione dei diritti dei Bambini) delle Nazioni Unite. Si tratta del terzo protocollo, dopo quello sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti e il protocollo sulla vendita dei minori, prostituzione e pornografia. Il nuovo documento è il risultato di una risoluzione del 2009 che istituiva un gruppo di lavoro per la creazione di un terzo protocollo della CRC riguardante le procedure di comunicazione dei casi di violazione dei diritti al Comitato Onu. Così, per fare un esempio di stretta attualità, i bambini e le famiglie vittime di preti pedofili o i bambini allontanati dalle famiglie potranno portare i loro casi non più solo al tribunale italiano ma anche nelle sedi Onu. Scarpati sottolinea che “è bello vedere centinaia di persone che operano quotidianamente per realizzare i nostri sogni e creare gli incubi ai pedofili e agli sfruttatori di bambini”. Si è parlato infatti de progressi in termini di sensibilizzazione in materia di Hiv e prostituzione infantile. A destare stupore i luoghi comuni riportati da una ricerca condotta in Togo, Camerun e Gambia. Eccone alcuni: “Se un uomo è già malato e va con una bambina o ragazzina guarisce” o “il preservativo trasmette Hiv” ancora “dall’Hiv si guarisce”. Altro tema scottante che ha calamitato l’attenzione dell’asseblea è la prostituzione maschile minorile di cui si parla molto poco. Il Brasile, il Guatemala e il Perù hanno presentato le loro emergenze e i progetti di contrasto al fenomeno. In particolare il Brasile ha portato all’attenzione di Ecpat lo scottante problema degli adolescenti trans, vittime di sfruttamento sessuale nel nord est del Paese (Fortaleza – Cearà). Gli “adolescentes travestis” sono esclusi dalla famiglia, dal mercato del lavoro, dalla scuola. La prostituzione è l’unica alternativa per vivere. Dal 2009 fino a buona parte del 2011, Ecpat Brasile è riuscita ad avvicinare ed aiutare 77 adolescenti. “Per aiutare i giovani omosessuali occorre aprire le braccia e la mente, senza giudicare e senza stigmatizzare” conclude Scarpati. (9colonne)