Mario Monti verso Palazzo Chigi: sembra essere questo lo sbocco che si profila per la crisi di governo, non appena la Camera dei deputati avrà dato il via libera definitivo alla legge di stabilità e il premier Silvio Berlusconi rimetterà il proprio mandato nelle mani del Capo dello Stato. Ieri sera la nomina di Monti a senatore a vita da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che sembra essere un segnale inequivocabile in tal senso: nella notte, durante un vertice di maggioranza, il presidente del Consiglio avrebbe espresso il proprio parere favorevole a questa ipotesi, definendo “ineludibile”, data la gravità della situazione economica, la scelta di un esecutivo di transizione guidato da Monti, l’unica scelta in grado di poter rassicurare i mercati e l’Europa, scontrandosi però con la contrarietà di una parte del Pdl e con la Lega Nord: “Se il presidente della Repubblica Napolitano darà l’incarico di formare il governo a qualcuno, come Mario Monti, che non fa parte della maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni del 2008, la Lega non lo sosterrà e passerà all’opposizione” spiega senza mezzi termini il ministro dell’Interno Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa, affermando che “la Lega voterà a favore del maxi emendamento alla legge di stabilità, che sarà l’ultimo atto di questo governo e di questa maggioranza”. Secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini, invece, bisogna avere prudenza “nell’invocare un ricorso immediato alle urne, precipitando il Paese in tre mesi di campagna elettorale con lo spread che vola e il nostro indebitamento che sale”. “Monti – afferma Frattini interpellato dai giornalisti – ha una caratura internazionale che nessuno può disconoscere”. Nel fronte delle opposizioni, favorevoli all’ipotesi di un esecutivo di transizione Pd e Terzo Polo. “Il Pd deve anzitutto preoccuparsi del fatto che l’Italia è in pericolo – afferma il segretario nazionale Pier Luigi Bersani -. Dopodiché se non c’è un’assunzione di responsabilità seria bisognerà registrare che non ci sono le condizioni per un governo di emergenza. Dovrà però essere chiaro – sottolinea Bersani – che noi saremo gli ultimi a staccare la spina a questa ipotesi. Noi ci siamo, ci crediamo e se per volontà della destra non sarà possibile dar vita a un nuovo governo si vada subito ad elezioni. Noi non abbiamo paura di andare al voto”. Ai microfoni di Uno Mattina, il presidente della Camera e leader di Fli Gianfranco Fini sottolinea che “l’Italia ha bisogno per uscire dalla crisi di una personalità come quella di Mario Monti”, riconoscendo che “Silvio Berlusconi ha fatto un gesto responsabile quando ha visto che non c’erano i numeri alla Camera. Ora – aggiunge la terza carica dello Stato – bisogna appoggiare un governo di larghe intese per le riforme necessarie, per garantire la crescita del Paese e per dare fiducia ai mercati internazionali”. Nell’opposizione ad annunciare una scelta diversa è invece l’Italia dei valori, che boccia l’ipotesi Monti: “Al buio non daremo la fiducia a nessuno – afferma il leader Antonio Di Pietro -. Un governo con la faccia pulita di Monti dovrà essere votato da questo Parlamento e da una classe politica che ha fatto solo i propri interessi. Noi non possiamo accettare di sederci al fianco di Berlusconi. Vogliamo invece che si vada al più presto a elezioni per ridare al paese un governo politico capace di ridare stabilità e credibilità alle istituzioni”. (Roc – 10 nov)