Può cominciare dalla cura dell’orto o dall’aiuto in cucina il riscatto sociale e il reinserimento lavorativo di persone diversamente abili o svantaggiate. Perché l’agriturismo non è più solo vacanza, ristorazione e ospitalità in campagna: oggi è anche uno spazio solidale dove le persone disagiate possono costruire nuove relazioni sociali, fare terapia con le piante o con gli animali, ritagliarsi un posto nuovo nel mercato del lavoro. E’ questo il succo del convegno “L’agriturismo sociale: il nuovo percorso della multifunzionalità”, che Turismo Verde-Cia terrà sabato 12 novembre alle 15 nell’ambito di Agri@tour, il Salone nazionale dell’Agriturismo che comincia domani ad Arezzo. “Conformemente agli indirizzi comunitari, l’azienda agricola moderna oggi si delinea come un’azienda multifunzionale – spiega l’associazione agrituristica della Confederazione italiana agricoltori – che può esercitare l’agriturismo, valorizzare e vendere le produzioni tipiche dei territori, proteggere l’ambiente e il suolo e fare inclusione sociale”. La nuova agricoltura cioè, “oltre a latte, vino, olio e frutta produce welfare – continua Turismo Verde-Cia – un welfare ‘rigenerativo’ che nell’attuale binomio etica-agricoltura diventa lo strumento migliore per dare nuova vita e nuove risorse al rapporto tra città e campagna. Diventando un soggetto attivo nell’erogazione di servizi al pubblico”. (Red – 10 nov)