San Pietroburgo, 16 nov – “Sight of Italy 1841-1941”, una mostra dei grandi maestri della fotografia italiana dalla collezione dei Fratelli Alinari di Firenze, uno dei più importanti archivi fotografici del mondo con oltre 4 milioni e mezzo di foto, si tiene da oggi al 15 gennaio, alla Yard building exhibition hall di San Pietroburgo, parte del programma ufficiale dell’Anno della lingua e cultura italiana in Russia. La mostra parte dai dagherrotipi ottocenteschi di Amici e Duroni, per passare alle immagini metafisiche rese nella tecnica negativo su carta dai primi fotografi calotipisti, come il fiorentino Veraci. Seguono il periodo d’oro della fotografia, con il fiorire di studi fotografici nelle città italiane visitate dai turisti del Grand Tour: Venezia, con le opere di Bresolin, Ponti, Perini, Firenze con i famosi Fratelli Alinari e gli studi Brogi, o Roma, con i fotografi della seconda metà del 1850, come Caneva, James Anderson, Macpherson e molti altri. Infine vi è la produzione ottocentesca del Sud Italia, in particolare Napoli, dove maestri come Giorgio Sommer e Robert Rive lavorato per decenni. Il dramma del terremoto che devastò Messina e Reggio nel 1908 è stato scelto come un momento particolarmente significativo e simbolico del passaggio d’Italia nel 20.mo secolo. Il terremoto è stato documentato da tutti i più importanti fotografi del tempo ed è nella mostra di San Pietroburgo illustrato nelle immagini drammatiche scattate da Luca Comerio e von Gloeden, quest’ultimo in particolare una figura eccezionale della fotografia del secolo scorso. La mostra documenta quindi, sullo scenario dell’inizio del ventesimo secolo, la fiorente stagione della corrente artistica conosciuta come pittorialismo, con Guido Rey, Peretti Griva, e quella dell’avanguardia, con il Futurismo interpretato da fotografi come Paladini, Wanda Wulz, Castagneri, Parisio. Non manca anche una sezione dedicata all’estetica surrealista con Mollino ed al primo neo-realismo con Alberto Lattuada. Oggi, alle 18, il vernissage con la presentazione del catalogo a cura di Monica Maffioli.
(red)