Parigi – “Un progetto affascinante che mi terrà impegnato nei prossimi 15 anni!”. Così l’astrofisico 47enne Massimo Meneghetti, dell’Inaf di Bologna, commenta, al quotidiano “Il resto del Carlino”, il suo compito di coordinatore del pool di circa 200 scienziati italiani che partecipa alla missione Euclid, progetto appena approvato dall’Esa (Ente Spaziale Europeo), nel suo quartier generale di Parigi. La missione prevede il lancio, nel 2019, di un satellite dedicato alla ricerca dell’energia e della materia oscura, elementi che potrebbero costituire circa il 96% dell’Universo (20% di materia oscura e 76% di energia oscura contro il 4% di materia ordinaria). Una missione imponente: costerà 450 milioni di euro e vedrà impegnati 450 ricercatori e 107 laboratori di diversi Paesi europei (Italia appunto, Francia, Regno Unito, Germania, Svizzera, Olanda, Spagna, Norvegia, Austria, Romania, Finlandia, Danimarca). L’Italia è, insieme alla Francia, uno dei due partner maggiori e la sua partecipazione è finanziata e supportata principalmente dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Il satellite osserverà svariate centinaia di milioni di galassie su gran parte del cielo che saranno preziose anche per un verifica della validità della Relatività Generale su scale di miliardi di anni luce. Gli strumenti a bordo di Euclid saranno sviluppati da un consorzio europeo guidato da Yannick Mellier (dell’Istituto di Astrofisica di Parigi). “Il veicolo spaziale – ha aggiunto Meneghetti – verrà posto a circa 1 milione e 2000 km dalla terra; ospiterà un telescopio di 1,2 metri di diametro e due strumenti scientifici: il Vis, che acquisisce immagini nel visibile e il Nisp, lo strumento che acquisisce immagini e spettri nell`infrarosso. Il lancio è previsto per fine 2019. Il satellite avrà una massa al lancio di 2.100 chilogrammi, un’altezza di 4,5 metri e un diametro di 3,1 metri. La vita prevista di Euclid è di 6-7 anni. Euclid rappresenterà il complemento ideale a Planck, l’altro satellite Esa per la cosmologia attualmente in orbita: mentre il secondo sta eseguendo fotografie dell’Universo nella sua infanzia, Euclid fornirà una foto dell’Universo nella sua maturità, circa 10 miliardi di anni dopo. Sarà proprio confrontando le due immagini che si otterranno informazioni sulle componenti fondamentali dell’Universo”.
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