La crisi colpisce anche l’immigrazione. La forte difficoltà economica che sta attraversando l’Italia si riflette anche sull’arrivo degli stranieri in Italia che rallenta drasticamente. Secondo i dati diffusi oggi dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità), sarebbero, al 1 gennaio 2011, solo 70 mila in più le presenze straniere nel Belpaese rispetto al 1 gennaio 2010. La forte caduta del livello di crescita della presenza straniera in Italia raggiunge l’86% rispetto a quanto registrato lo scorso anno. Si tratta di una forte battuta di arresto della crescita, se si pensa che solo l’anno scorso, al 1 gennaio 2010, quando già si notavano le prime avvisaglie di rallentamento, si contavano comunque ancora 500 mila immigrati in più rispetto al 1 gennaio 2009. La contrazione di nuovi ingressi, dovuta all’incalzare della crisi economica che si è abbattuta sull’Italia e sull’Europa, ha quindi tolto vivacità al fenomeno: al primo gennaio 2011 la popolazione straniera presente in Italia è stimata da Ismu in circa 5,4 milioni di unità (regolari e non), di cui il 95% proviene dai Paesi a forte pressione migratoria. La nazionalità più numerosa è quella rumena con 1 milione e 111 mila presenti, seguita dalla marocchina e dall’albanese (con 575 mila e 568 mila). Resta comunque alto il numero di sbarchi nel 2011 provocati soprattutto dall’ondata di rivoluzioni nei Paesi arabi del Mediterraneo. Nei primi sette mesi di quest’anno infatti sono sbarcati in Italia 51.881 immigrati, traffico questo che frutta più di 700 milioni di euro all’anno che entrano nelle tasche degli smuggler, i trafficanti di migranti che hanno approfittato della diminuzione dei controlli causata dello scoppio della Primavera araba, intensificando così le loro attività illecite. (Red – 12 dic)