Il libro “E qui, almeno, posso parlare? Per una storia dell’emigrazione italiana a Ginevra” della giornalista e scrittrice Barbara Bertolini, sarà presentato oggi a Ginevra grazie all’iniziativa del Console generale d’Italia Alberto Colella, della Missione Cattolica italiana in Svizzera e dal deputato del Pd Franco Narducci. Pubblicato in edizione italiana e francese, stampato da “Il mio libro- Gruppo Editoriale l’Espresso”, il volume documenta, in 284 pagine, le vicende che hanno interessato i figli degli emigrati, provenienti da tutte le Regioni italiane ed ospitati nell’Orfanatrofio del Grand-Saconnex, un comune del Cantone di Ginevra, gestito dalle Suore Missionarie di Susa. Barbara Bertolini, originaria della provincia di Reggio Emilia, residente nel Molise da oltre trent’anni, arrivata in Svizzera all’età di 10 anni, ha voluto portare alla luce la sofferta infanzia dei bambini italiani figli di emigrati, costretti a trascorrerla lontano dai genitori a causa delle rigide leggi elvetiche. Nel libro-inchiesta l’autrice espone una visione a tutto campo anche di questo fenomeno migratorio, che ha interessato la Svizzera dagli anni’50 alla fine degli anni ’80. Esso raccoglie testimonianze dirette degli ex alunni, rintracciati dopo circa ‘40 anni, sulla scuola elementare che frequentavano senza sapere ancora la lingua francese e sull’Orfanatrofio “Regina Margherita” del Grand-Saconnex. Questo istituto ha consentito a numerosi bambini italiani, che orfani non erano, di rimanere sul suolo elvetico. Un percorso lucido tra cronaca e storia che contribuisce a disegnare il più ampio quadro dell’emigrazione italiana nel Cantone di Ginevra. (PO red – 12 dic)
