Monti rivendica una rinnovata credibilità del governo italiano in Europa, apre alla Tobin tax e riconosce la centralità del ruolo del Parlamento italiano mentre dai banchi della Lega si grida alla “rapina” e si espongono cartelli come “Basta tasse” e “Giù le mani dalle pensioni”. E’ trascorsa così, in maniera insolitamente “movimentata” la mattinata tra i banchi del Senato dove il presidente del Consiglio ha svolto un’informativa sugli esiti del Consiglio europeo che si è svolto la scorsa settimana a Bruxelles. Fin dall’inizio del suo intervento in aula il premier è stato più volte interrotto da esponenti del Carroccio fino alla contestazione plateale sfociata nello sventolio di cartelli e insulti nei confronti anche del presidente Renato Schifani che presiedeva i lavori dell’aula. Un episodio condannato con fermezza da parte di tutte le forze politiche, che per il momento ha portato solo a un provvedimento di “censura” nei confronti del senatore leghista Enrico Montani. Nessun commento invece da parte del premier, che ha continuato con l’ormai proverbiale calma il suo discorso anche dopo la ripresa dei lavori seguita alla sospensione decisa da Schifani, che invece ha bollato il comportamento dei leghisti come “una sceneggiata mortificante per il Parlamento”. Nel suo discorso Monti ha sottolineato come le misure economiche predisposte dal governo con la nuova manovra “sono state positivamente accolte dai partner europei e dalle istituzioni internazionali” ed “hanno permesso al nostro Paese di arrivare al negoziato europeo con maggiore credibilità e di vedere ascoltate le nostre posizioni autonome su vari punti dell’agenda Ue”. Infine, tornando a parlare dopo la sospensione dei lavori dell’aula decisa dal presidente Schifani, Monti ha colto la provocazione dei senatori leghisti per entrare in argomento “tasse” e ha sottolineato come “in sede europea uno dei modi per arrivare a meno tasse su chi produce e sulle famiglie è anche quello di avere una fiscalità estesa anche al mondo della finanza e della grande finanza”. In pratica la cosiddetta Tobin tax: “Volevo segnalare che ho notificato in sede europea che l’Italia è disposta a cambiare la propria posizione ha detto -, che tradizionalmente, e in particolare con il precedente governo italiano, è stata contraria all’ipotesi di una tassazione delle transazioni finanziarie, a differenza di quanto sostenuto da Francia e Germania”. “Dopo attenta riflessione – ha concluso Monti – abbiamo segnalato che l’Italia è pronta ad unirsi a quelli che vorrebbero, naturalmente almeno sul piano europeo, una adeguata tassazione sulle transazioni finanziarie. Non sfugge a nessuno che questo è uno dei modi per poter realizzare, non già il ‘basta tasse’, ma il ‘meno tasse’ sulle famiglie e le imprese”. (Pif – 14 dic)