“Siamo ora giunti, in special modo in Europa, a un terzo appuntamento con la storia: quello del calare – approfondendolo come non mai – il nostro processo di integrazione nel contesto di una fase critica della globalizzazione” ma “questa volta le leadership europee appaiono in grande affanno a raccogliere la sfida”. E’ uno dei passaggi della lettera che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato al direttore di “Reset” e che campeggia questa mattina anche sulla prima pagina di “Repubblica”. “Caro Direttore – scrive il Capo dello Stato – ci confrontiamo ormai quotidianamente con la crisi di quel progetto europeo che ha rappresentato la più grande invenzione politica della seconda metà del Novecento, sprigionando dinamismo e potenzialità in tale misura da imporsi come punto di riferimento, se non come modello, ben oltre i confini dell’Europa. E quella che ha finito per emergere è in effetti la crisi delle leadership politiche cui spettava dare, dall’inizio del nuovo secolo, sviluppo coerente al processo di integrazione europea. Siamo dinanzi a un’insufficienza storica, che ci rimanda, per contrasto, a quel che fu, in epoche precedenti, ‘una classe nettamente superiore di statisti’, ispiratori e guide delle democrazie occidentali”. “Particolarmente acuta è oggi per le forze riformiste l’esigenza di perseguire nuovi equilibri, sul piano delle politiche economiche e sociali, tra i condizionamenti ineludibili della competizione in un mondo radicalmente cambiato e valori di giustizia e di benessere popolare, divenuti concrete conquiste in termini di diritti e garanzie attraverso la costruzione di sistemi di Welfare State in Italia e in Europa – scrive ancora Napolitano – Ebbene, per comprendere e affrontare le sfide di un’economia di mercato globalizzata, rimuovendo incrostazioni corporative e assistenzialistiche rimaste ancora pesanti nel nostro paese, la lezione di Luigi Einaudi può suggerire riflessioni e stimoli fecondi”. (Cog – 29 dic)