Trento si conferma per il secondo anno consecutivo al primo posto nella classifica elaborata dall’Università La Sapienza di Roma per ItaliaOggi sulla qualità della vita. Al secondo e terzo posto, rispettivamente, Bolzano e Pordenone. Tra i grandi centri urbani Milano occupa la 46.ma posizione, Torino la 47.ma, Roma la 51.ma, Palermo l’89.ma e Napoli addirittura la 102.ma. Il direttore Marino Longoni sottolinea che “oltre al dato un po’ scontato che la crisi economica ha portato ad un peggioramento complessivo della qualità della vita, percepito in modo più acuto nelle regioni meridionali, vi è la sorpresa di una sostanziale tenuta dei livelli di benessere nei grandi centri urbani. In effetti, se è vero che dai primi anni 80 le grandi città hanno continuato a perdere abitanti, da qualche tempo si registra una netta inversione di tendenza: la popolazione delle metropoli ha ricominciato a crescere, un chiaro indice di miglioramento della qualità della vita. Il motivo è semplice: le città hanno ripreso ad attirare investimenti. Roma, che per molto tempo è rimasta sotto i 3 milioni di abitanti, ora quasi è arrivata a 4 mln. Lo stesso fenomeno si è registrato a Milano. E’ una criticità o una opportunità? Dal punto di vista ambientale l’inurbamento sembra un fatto negativo, in realtà il progredire della tecnologia sta risolvendo molti dei problemi che si ponevano fino a poco tempo fa. Si pensi solo alle energie sostenibili e alle possibilità che stanno aprendo per produrre energia senza inquinare. Altro fattore di sviluppo: l’istruzione. Le grandi città come Roma e Milano hanno dato origine a decine di nuovi atenei, che possono sopravvivere solo contando su una massa critica di studenti in grado di giustificare gli investimenti necessari a sviluppare nuove modalità di trasmissione del sapere”. (red – 2 gen)