Gli occhioni neri della piccola Joy sono vivi più che mai in quella foto in bianco e nero tenuta stretta dai suoi familiari. È la foto di chi non ha avuto il tempo di conoscere il mondo, di imparare, di crescere. Per lei e per suo padre Zhou Zeng, vittime mercoledì scorso di una rapina degenerata in omicidio, migliaia di cinesi si sono dati appuntamento a piazza Vittorio, a Roma, per un corteo che si è diretto fino a Tor Pignattara, nel luogo del duplice omicidio. A fianco alla foto della piccola di 9 mesi, che campeggia all’ingresso dei giardini della piazza, c’è anche quella del padre e poi ci sono migliaia di crisantemi bianchi, striscioni, candele. La comunità asiatica, però, non vuole solo ricordare le due vittime ma soprattutto dire “no alla violenza” e chiedere “più sicurezza” come si legge sugli striscioni e come grida a gran voce. A gran voce si chiede anche giustizia: “Non si può uccidere una bambina così, i bambini non si toccano” dice una donna cinese in corteo insieme a moltissimi giovani. “Ma quanti saranno?” si chiede, invece, una signora davanti a un bar: “Se fosse successo a un ‘figlio nostro’ saremmo davvero scesi in piazza così tanti?”.
(Gil – 10 gen)