L’Italia ripartirà grazie ad una maggiore concorrenza e allo spazio dato ai giovani. Queste le basi del pacchetto di riforme strutturali sulle liberalizzazioni approvato dal Consiglio dei ministri dopo 8 ore di riunione. “Ci sono delle stime dell’Ocse e di Bankitalia che dicono che se l’Italia arriva ad un grado di flessibilità come c’è negli altri paesi nel campo dei servizi ci sarà un aumento della produttività del 10% nei prossimi anni e, grosso modo, del 10% anche del Pil” afferma il presidente del Consiglio Mario Monti, ospite di Lilli Gruber a “Otto e Mezzo” su La7. E guai a chiamarla giungla, per Monti “con concorrenza e liberalizzazioni significa eliminare barriere soprattutto per i giovani, ma anche una rigorosa attività di limitazione dei poteri pubblici con regole di mercato, a iniziare dal garante Antitrust”. “L’economia italiana è stata per decenni frenata soprattutto da tre vincoli: concorrenza insufficiente, inadeguatezza delle infrastrutture e complicazione delle procedure amministrative”, ha detto Monti nella conferenza stampa post Cdm. Solo un primo passo, per ora. “Oggi – ha detto il premier – abbiamo rimosso due dei tre ostacoli alla crescita dell’Italia e la prossima settimana porremo rimedio sul terzo con un importante pacchetto di semplificazioni”. A “Otto e Mezzo” successivamente il premier ha specificato che non c’è stato “nessun inciampo” nel governo, era già stato deciso di dividere in due momenti i provvedimenti sulle liberalizzazioni e la seconda tranche arriverà nel Consiglio dei ministri di venerdì. Sull’agenda della prossima settimana anche un incontro con le parti sociali sul tema della riforma del mercato del lavoro. A “Otto e Mezzo, il premier ha poi commentato le dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (la politica del governo tecnico “non ha dato frutti”), rispondendo a una domanda di Lilli Gruber. “Il presidente Berlusconi – spiega Monti -, con cui parlo e mi incontro spesso, mi dà segnali incoraggianti e io ricorro al suo consiglio come a quello degli altri leader che sostengono il governo” spiega Monti, che aggiunge: “Non credo che il mio predecessore Berlusconi abbia detto che il governo non ha dato frutti, anche perché non è vero. E’ vero che ci aspettavamo tutti una discesa più rapida dello spread. E’ sceso, ma non basta” afferma Monti, che sottolinea però come non si misuri “solo su quello il successo della politica economica del governo”. (Red/Ram 10 gen)