Freetown – In Sierra Leone la dipendenza dalle importazioni (il 37% del fabbisogno locale di riso – risorsa primaria nel paese e base della dieta – è soddisfatto attraverso le importazioni – dati FAO) resta molto forte, e l’accesso al cibo rappresenta ancora un problema per molte famiglie vulnerabili. Il paese, secondo il Programma Alimentare Mondiale (PAM), soffre particolarmente le fluttuazioni del prezzo del riso : questo cereale è stato soggetto a grande accumulazione durante la crisi del 2008, fattore che ne ha gonfiato il prezzo (+133% tra gennaio e maggio 2008 ), diminuendo progressivamente il potere d’acquisto di una razione di cibo da parte della popolazione. Nei distretti di Kailahun, Tonkolili, e Kono – aree rurali della Sierra Leone al confine con la Guinea, ad alto tasso di povertà ma caratterizzate da un elevato potenziale di produttività, dal 1 gennaio 2010 Coopi, Cooperazione internazionale, ha messo in atto un programma di rafforzamento di 110 gruppi di contadini, in risposta agli effetti della volatilità dei prezzi e per mitigarne l’impatto attraverso l’aumento della produzione locale, la generazione di reddito, ed il rafforzamento delle scorte alimentari comunitarie. (9colonne)
