Nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il ministro della Giustizia Paola Severino torna a ribadire quanto già affermato in Parlamento nella relazione sullo stato della giustizia, ovvero l’esigenza di una maggiore prudenza nella custodia cautelare in carcere: “La realtà del carcere – spiega il Guardasigilli – ci segnala che oltre 28.000 persone risultano detenute in attesa di giudizio (il 42% del totale). Si tratta, peraltro, in netta prevalenza, di reclusi in attesa di primo giudizio, che non hanno ancora subito l’affievolimento della presunzione di innocenza che consegue alla condanna pronunciata all’esito del giudizio di primo grado. I detenuti rimessi in libertà senza che sia stata pronunciata almeno una decisione di primo grado nel 2010 sono oltre 18.000 e nel 2011 superano le 15.000 unità. Numeri – sottolinea il ministro – che inducono a riflettere” e a “valutare sempre con particolare equilibrio ed attenzione l’adozione della più grave delle misure cautelari previste dal nostro ordinamento”. Per l’emergenza carceri, ricorda il ministro, il governo ha “adottato provvedimenti urgenti, finalizzati a contrastare il sovraffollamento. In coerenza con questi obiettivi – ma con una logica di più ampio respiro – il Consiglio dei ministri ha licenziato un disegno di legge che prevede il conferimento al governo delle deleghe legislative in materia di depenalizzazione; di introduzione nel codice di procedura penale degli istituti della sospensione del procedimento con messa alla prova e della sospensione del processo per assenza dell’imputato; nonché l’introduzione nel codice penale e nella normativa complementare delle pene detentive non carcerarie”. (Roc – 26 gen)