Rabat – Rafforzare la cooperazione territoriale tra l’Italia e i Paesi del Mediterraneo mettendo in rete le competenze acquisite in campo sanitario. È il cammino percorso del progetto “Surgiland” che arriva al traguardo dopo due anni. I medici delle strutture sanitarie italiane hanno tenuto complessivamente sedici corsi, undici a Rabat, in Marocco, e cinque a Tunisi, in Tunisia, trasferendo il loro know-how a coloro che in questi Paesi si occupano di formazione. Le attività, sono state finanziate con l’Accordo di programma quadro (Apq) Mediterraneo, Cooperazione decentrata, che coinvolge il ministero dello Sviluppo Economico e il ministero degli Esteri e tre regioni: l’Emilia Romagna per la logistica sanitaria, Sicilia e Campania per la microchirurgia e la chirurgia mini invasiva e sperimentale. “Surgiland” è uno dei 44 progetti approvati nell’ambito dell’Aqp Mediterraneo, l’ultimo portato a conclusione in ordine di tempo. “Abbiamo messo in campo un modello virtuoso – ha spiegato la responsabile del settore Cooperazione decentrata della Dgcs, Mariagrazia Rando – che è stato improntato all’economicità. Per questo potremo utilizzare le risorse risparmiate in altri otto piccoli programmi sperimentali che partiranno a febbraio”. (9colonne)