Ancora attacchi da parte delle forze siriane sui civili a Homs. Sarebbero infatti almeno 50 i morti nella roccaforte dell’opposizione al regime. Dopo l’ennesimo atto di violenza sulla popolazione siriana, la Gran Bretagna ha richiamato per consultazioni il proprio ambasciatore a Damasco e il Foreign Office ha convocato l’ambasciatore siriano a Londra per protestare per i nuovi massacri a Homs. Anche gli Sati Uniti hanno chiuso la propria ambasciata ed evacuato tutto il personale per motivi di sicurezza, ma Barack Obama ha sottolineato nuovamente l’importanza di giungere a una soluzione della crisi siriana “senza il ricorso a un intervento militare”. Secondo il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi “le stragi devono cessare e deve esserci una soluzione politica. Il regime di Bahar al Assad deve lasciare il passo a un modo di governare più consono ai principi della convivenza umana”, ma da Roma non è stata avanzata ancora nessuna richiesta per il rientro dell’ambasciatore italiano in Siria anche se Terzi ha annunciato che i Paesi dell’Ue stanno valutando l’ipotesi del ritiro dei diplomatici e dell’espulsione degli ambasciatori siriani. Nel frattempo è polemica per il veto posto ieri da Russia e Cina a una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro il regime siriano. “Il veto sgradevole di ieri, e sgradevole è un termine eufemistico, perché basato su considerazioni di fatto e di diritto completamente sbagliate”, “non ci doveva essere” e “non può esser accettato”, ha commentato il responsabile della Farnesina.
(Cle – 6 feb)
