Erano quasi 1 milione e 200 mila i giovani disoccupati attivamente impegnati nella ricerca di lavoro nel primo semestre 2011, col “fai da te” in netta prevalenza: 8 su 10 si rivolgono a proprie conoscenze personali o in modo diretto ad aziende per verificare eventuali disponibilità. Sperano nel tempo indeterminato, ma sono pronti ad accettare tutte le altre possibilità, anche andando a lavorare “fuori” (il 23%) e per compensi non certo elevati. Secondo i risultati dello studio di Datagiovani, solo il 30% si è recato recentemente nei centri per l’impiego, sottolineando una delle criticità dell’incontro domanda-offerta di lavoro: i servizi attivi ottenuti dai giovani disoccupati (offerte di lavoro, orientamento o opportunità di corsi di formazione) appaiono infatti inefficaci. Tra i giovani a caccia di lavoro prevale il fai da te. Dei circa 1 milione e 200 mila disoccupati Under 35 italiani nel primo semestre 2011, 820 mila (il 79%) per trovare lavoro si rivolge prevalentemente a parenti, amici o sindacati, e il 75% presenta domande di lavoro o curriculum a privati; un ulteriore 58% esamina offerte sui giornali e il 54% va su Internet. I giovani cercano in larga misura il lavoro dipendente (75%) piuttosto che quello in proprio, soprattutto al Nord (84%), ma in generale per uno su quattro è indifferente. Solo il 14% cerca lavoro sotto casa, mentre ben il 23% è pronto a muoversi: il 15% in tutto il Paese e l’8% (quasi 85 mila giovani) sarebbero pronti ad emigrare per lavorare. Il guadagno medio desiderato punta più sui 900 che sui mille euro netti al mese, precisamente 927. Ma quattro su dieci si accontenterebbero anche di meno di 800 euro. “Questi dati – sottolineano i ricercatori di Datagiovani – evidenziano una volta di più quello che altri attori istituzionali e ricercatori del mercato del lavoro dicono da tempo: è impossibile parlare nel nostro Paese di flexicurity per i giovani prendendo a modello le buone pratiche europee senza riformare profondamente il sistema dei centri per l’impiego, in modo che possano effettivamente rappresentare il punto di congiunzione tra domanda e offerta di lavoro fornendo servizi efficaci ed efficienti per chi si deve collocare, o ricollocare, sul mercato”.
(Red – 15 feb)
