Nel Mediterraneo l’Italia “può e deve svolgere un ruolo di primo piano”, anche perché c’è “una forte domanda di presenza del nostro paese da parte delle nuove classi politiche” che si sono affermate con le rivolte della cosiddetta “primavera araba”. E’ quanto ha affermato il ministro degli Esteri Giulio Terzi nel corso di una audizione nelle commissioni Affari esteri di Camera e Senato, durante la quale ha spiegato che le nuove classi politiche arabe vedono l’Italia come “il Paese che può focalizzare meglio l’attenzione dell’Europa sul Mediterraneo” ed ha definito “inaccettabile” il bilancio della repressione in Siria, escludendo un “intervento militare” ma sottolineando al necessità di una “soluzione politica” alla crisi. “E’ certo che il Mediterraneo è alla ribalta dopo che per anni il fenomeno della globalizzazione si era concentrato più su altre regioni” ha spiegato Terzi in audizione, affermando che le rivolte esplose un anno fa nella regione sono state causate da “una profonda crisi sociale e morale” che ha portato a far emergere “una nuova società civile che non conoscevamo e che non possiamo più ignorare”. “Le libertà non possono essere confiscate dalla società – ha detto Terzi- e non possiamo nemmeno illuderci che ci siano scorciatoie verso la democrazia. Le transizioni nelle diverse realtà arabe presentano ancora elementi di incertezza e di rischio, ma negli ultimi anni i passi avanti sono stati comunque notevoli, perché dopo decenni di frustrazioni hanno dato prova di grande senso democratico”.
(Clr – 15 feb)
