Discusso, seguito, criticato. E ora commissariato. Il Festival di Sanremo ha preso il via tra ottimi ascolti e tante polemiche. Adriano Celentano, l’ospite tanto atteso delle prima serata, non è stato avaro di giudizi e ha lasciato il segno come previsto. Se l’è presa con i giornali come “Avvenire e Famiglia Cristiana” che secondo il molleggiato “andrebbero chiusi”, poi ha criticato la Consulta “che ha bocciato il referendum sulla legge elettorale” senza risparmiare un insulto ad Aldo Grasso, critiche al direttore generale della Rai Lorenza Lei, alla Merkel come a Sarkozy. Il risultato? Lei, dopo aver ascoltato sia il presidente Paolo Garimberti sia i consiglieri di amministrazione di viale Mazzini ha deciso di inviare al Festival il vice direttore generale responsabile per l’offerta radiotelevisiva Antonio Marano. Il suo compito? Quello di coordinare “con potere di intervento” il lavoro dell’intera kermesse. “Non credo che Marano verrà a dirci di cambiare la linea artistica del festival: anch’io ho una piccola autonomia, me la sono creata nel mio contratto con la Rai e posso dire la mia sulla costruzione del festival come la può dire Mazzi” è stato il commento di Morandi. “Io invece non posso dire niente” ha aggiunto scherzosamente Rocco Papaleo, vera rivelazione del Festival visto che ieri, il picco di share della serata è arrivato proprio quando il regista e attore lucano è entrato in scena in stile “tecnico”.
(Gil – 15 feb)
