“Il tasso di disoccupazione in Italia a fine 2011, si colloca all’8,9%, un livello del 10% superiore rispetto a un anno prima”. E’ quanto afferma il presidente dell’Istat Enrico Giovannini nel corso di una audizione in commissione bilancio della Camera. Particolarmente difficile è la condizione lavorativa delle donne e dei giovani. Spiega infatti Giovannini che in Italia “meno di una donna su due lavora e solo il 30% nel Sud”, mentre il numero dei giovani occupati tra i 18 e i 29 anni è calato nel 2011 di 80mila unità. “Le donne inoltre – ha sottolineato il presidente dell’Istat – continuano a essere occupate in lavori precari più frequentemente degli uomini e permangono in condizioni di precarietà più a lungo nel tempo”. Una condizione che fa emergere una elevata distanza dell’Italia dai principali paesi europei nei tassi di occupazione: “Circa 16 punti percentuali in meno rispetto a Francia e Spagna”. “Specularmente – prosegue Giovannini – il tasso d’inattività delle donne italiane rimane tra i più alti in ambito europeo, determinando un’incidenza relativamente modesta della disoccupazione femminile e pari al 9,6%, un punto al di sopra della media nazionale, anche con una punta del 15,4% nel Mezzogiorno”. (Clr -16 feb)
