(21 feb) – E’ tutto pronto per la festa del cinema italiano in Russia. Dal 19 al 23 marzo il Cinema Rolan di Mosca, ospiterà la terza edizione del “Festival del cinema italiano: da Venezia a Mosca”, una rassegna voluta e organizzata dall’Istituto italiano e di cultura e dall’Ambasciata d’Italia con il prezioso supporto di Unicredit, Enel e Ferrero. Sul grande schermo del Rolan una selezione dei film italiani che hanno partecipato all’ultima Mostra del Cinema, una rassegna dedicata ai capolavori del cinema russo presentati a Venezia nel corso degli anni e un evento speciale dedicato ad Alexander Sokurov, vincitore dell’ultima edizione del Festival con il film Faust. Già pronto il programma. Il pubblico moscovita potrà ammirare Terraferma di Crialese, Quando la notte di Comencini, Scialla! di Bruni, Il villaggio di cartone di Olmi, In nome del padre di Bellocchio, L’ultimo terrestre di Pacinotti, Schubert – l’atelier della dolce vita di Sarno, Andata e ritorno di Finocchiaro e Pugni chiusi di Infascelli. Prestigioso anche il cartellone dedicato alla cinematografia russa curato da Naum Kleimann: Ho vent’anni di Marlen Khutsiev (1965), Pace a chi entra di Alexander Alov e Vladimir Naumov (1961), Stanno suonando aprite la porta di Alexander Mitta (1965), Il colombo selvatico di Serghey Solovev (1986). Proiezione speciale al Club Dome per la tetralogia di Aleksandr Sokurov: Moloch, Taurus, Sole, Faust. (Ram)
SCHEDA / OCCHI PUNTATI SU “TERRAFERMA”
Tra i film inseriti in rassegna “Terraferma” di Emanuele Crialese è il più atteso dal pubblico moscovita. La pellicola (finanziata anche dal Mibac con un contributo di 1 milione e 200 mila euro) candidata dall’Anica nella rosa dei miglior film stranieri per l’Oscar, ha ottenuto di recente il premio speciale della Giuria al Festival du Cinéma Italien de Bastia. La bellezza del film è palpabile già dalla sinossi. Due donne, un’isolana e una straniera: l’una sconvolge la vita dell’altra. Eppure hanno uno stesso sogno, un futuro diverso per i loro figli, la loro Terraferma. Terraferma è l’approdo a cui mira chi naviga, ma è anche un’isola saldamente ancorata a tradizioni ferme nel tempo. È con l’immobilità di questo tempo che la famiglia Pucillo deve confrontarsi. Ernesto ha 70 anni, vorrebbe fermare il tempo e non vorrebbe rottamare il suo peschereccio. Suo nipote Filippo ne ha 20, ha perso suo padre in mare ed è sospeso tra il tempo di suo nonno Ernesto e il tempo di suo zio Nino, che ha smesso di pescare pesci per catturare turisti. Sua madre Giulietta, giovane vedova, sente che il tempo immutabile di quest’isola li ha resi tutti stranieri e che non potrà mai esserci un futuro né per lei, né per suo figlio Filippo. Per vivere bisogna trovare il coraggio di andare. Un giorno il mare sospinge nelle loro vite altri viaggiatori, tra cui Sara e suo figlio. Ernesto li accoglie: è l’antica legge del mare. Ma la nuova legge dell’uomo non lo permette e la vita della famiglia Pucillo è destinata ad essere sconvolta e a dover scegliere una nuova rotta.
