(22 feb) – Un sorriso raggiante, tanta stanchezza e in borsa la Carta Onu dei Diritti dei Disabili e la bandiera del Veneto con la sua scritta di pace. E’ questa la fotografia più bella di Simone Salvagnin, ventottenne di Schio, in provincia di Vicenza, ipovedente (conseguenza di una retinite pigmentosa) e campione mondiale di arrampicata sportiva, arrivato ieri in Patagonia al termine della prima tappa di un lungo viaggio, partito il 12 gennaio scorso, che lo vedrà raggiungere le vette più ardue dell’intero Sudamerica. Primo obiettivo della spedizione sarebbe dovuto essere il cileno Ojos del Salado, che con i suoi 6.981 metri è il vulcano più alto del mondo. La vetta, però, si è rivelata inaccessibile a causa delle durissime condizioni climatiche che hanno fermato la spedizione a 6000 metri. Nulla di grave: Salvagnin e il suo accompagnatore hanno raggiunto Ushuaia, la città più a sud del mondo, nella provincia argentina della Terra del Fuoco, dopo circa quattromila chilometri attraverso la Patagonia, gran parte dei quali percorsi in sella a un tandem. Per la prossima tappa Salvagnin percorrerà circa 3000 chilometri tra Argentina e Brasile, assieme ad un’altra decina di ciclisti, per incontrare le comunità locali di origine veneta, per un’iniziativa dal titolo “Bici e Radici”. (Ram)
SCHEDA / USHUAIA, LA FINE DEL MONDO
Arrivare all’estremo e, con una mano, toccare la fine del mondo: recitano i cataloghi delle agenzie di viaggio. 65.000 abitanti e il titolo di capoluogo della provincia Argentina della Terra del Fuoco: è Ushuaia, la città più australe del mondo, sulla costa meridionale dell’Isola Grande. In realtà la città realmente più a sud del mondo per le carte geografiche è Puerto Williams, in Cile. I suoi pochi abitanti (meno di 2000) però non sono sufficienti a farla considerare a tutti gli effetti la detentrice del record.