Con 336 voti favorevoli, 61 contrari e 13 astenuti l’Aula di Montecitorio ha approvato in via definitiva il decreto cosiddetto “milleproroghe”. A favore del provvedimento, su cui il governo aveva chiesto e poi ottenuto stamattina la fiducia del Parlamento, hanno votato i deputati del Pd, del Pdl e del Terzo Polo. Contrari i deputati della Lega Nord e dell’Italia dei valori. Una lunga seduta quella di oggi alla Camera, non senza incidenti per il governo che è stato battuto per due volte su due diversi ordini del giorno. Nonostante il parere contrario dell’esecutivo infatti, l’Aula ha approvato un ordine del giorno del Pd, presentato da Antonino Russo, riguardante le graduatorie a esaurimento dei docenti e un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord, a prima firma di Davide Caparini, che impegna il governo e in particolare il ministro dello Sviluppo economico a valutare l’opportunità di stilare entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto un elenco degli apparecchi soggetti al pagamento del canone Rai. Polemico l’intervento in Aula del leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro che rivolto al presidente del Consiglio Mario Monti ha dichiarato: “Tutto mi sarei aspettato tranne che di parlare anche con lei a una sedia vuota come facevo quando contestavo Berlusconi, un presidente del Consiglio che metteva la fiducia e se ne fregava andandosene lasciando i banchi sostanzialmente vuoti. La situazione ora è analoga”. Secondo Di Pietro, il governo ha “paura di questo Parlamento e dunque mette la fiducia”. “Qui non si tratta di fiducia al governo, ma di un Paese che non ha fiducia in questo Parlamento e in questo governo”, ha detto il leader Idv. Secondo il vicepresidente dei deputati della Lega Nord Maurizio Fugatti il governo “non ha il coraggio di metterci la faccia”. “Le immagini che i cittadini hanno visto da casa sono state molto eloquenti – afferma Fugatti -. Tutto il governo assente, tranne un solo sottosegretario. Quanto alla maggioranza, i big di Pdl e Pd non hanno avuto il coraggio di mettere la faccia sul Milleproroghe non intervenendo direttamente in aula”. (Clr – 23 feb)
