Roma, 23 feb – Una via, tutta italiana, per contribuire alla risoluzione del problema della fame nel mondo in grado di estrarre per via naturale e non chimica dalle biomasse – foraggi, cruscami ed altri scarti alimentari -, farine ad alto contenuto di proteine, vitamine e minerali, fieni di buona qualità e biogas. E’ quanto vuole essere la tecnologia HYST (Hypercritical Separation Technology) brevettata da un ingegnere italiano, Umberto Manola (per questo candidato al Premio Nobel per la fisica) e sostenuta dalla Associazione Scienza per l’Amore, in via di sperimentazione in Senegal, che viene presentata oggi nella sede del Cnr di Montelibretti, alle porte di Roma.
(red)
