(27 FEB) – Diego Stocco ha speso la sua giovane vita esplorando suoni che fanno parte delle nostre giornate, dalle macchine che utilizziamo quotidianamente agli oggetti che troviamo in ogni casa. Passione e curiosità per la musica, nelle sue forme meno ortodosse. Nato a Rovigo nel 1976, vive in California, a Burbank, dove lavora nel campo delle colonne sonore per film e videogiochi. Le sue produzioni meno conosciute sono senza dubbio le più particolari. In “Music from a Bonsai” e “Music from sand”, Stocco sperimenta suoni alternativi, arrivando a comporre utilizzando come strumenti musicali la sabbia e alberi bonsai. L’artista italiano racconta il suo ultimo lavoro, “Music from a dry cleaner”: “Quasi ogni giorno vado a comprare il pane e nel tragitto passo davanti a una lavanderia. Quando le porte sono aperte, dal negozio provengono suoni incredibili, prodotti dai loro macchinari. Tutti questi suoni mi hanno incuriosito, così un giorno ho chiesto al proprietario di poter utilizzare le sue apparecchiature come fossero degli strumenti. Ho quindi registrato – continua Stocco – un ferro da stiro a pressa, le asciugatrici, le lavatrici, i rumori degli appendiabiti, lo scorrere dei saponi. E il risultato è stato di grande effetto”. Tutti i suoni presenti nelle composizioni provengono esclusivamente dalle attrezzature della lavanderia: “Non ho aggiunto nulla. Anche i suoni più bassi provengono dal negozio, dai rumori delle tubature e dei motori”. Il lavoro di Diego Stocco non si limita all’utilizzo di strumenti musicali improvvisati. Infatti il compositore rovigino costruisce personalmente alcuni dei suoi strumenti: “La mia è pura curiosità: creare sonorità nuova e personalizzare strumenti tradizionali. Ad esempio utilizzo le corde del pianoforte su una chitarra elettrica o una pentola come cassa di risonanza per il violoncello. Secondo me – conclude Stocco – la musica è fatta di suoni ma anche di rumori, che si evolvono e si trasformano in forme nuove e diventano musica”.(Peg)
