Bruxelles – La casa e la piazza come fondamento della socialità, ambiente intimo e allo stesso tempo aperto al dialogo e al confronto: è questo il filo conduttore della mostra del pittore Matteo Boato, inaugurata presso l’Istituto di cultura italiano di Bruxelles. I lavori toccano vari centri come Venezia, Trento, Padova, Verona, Feltre, Milano, Riva del Garda, Gubbio, Firenze, Siena, Lucca, Pitigliano, Sorano, Loreto, Mantova. L’intento di questo percorso è di scoprire l’anima della città, indagando case, facciate, porte e finestre. Questi edifici conservano nella loro materia costruttiva le storie degli uomini che le hanno abitate e il senso del loro agire. L’aggettivo “danzanti” relativo a questa serie non ha solo connotazione gioiosa, ma si ricollega al tema delle danze macabre, bellissimi affreschi gotici nei quali l’apparire della morte nei festini di donne e cavalieri ci richiama alla precarietà dell’umano. Questa serie di tele alimentata e viva è seguita da altri insiemi di lavori che escono dal nucleo urbano, incentrate sul paesaggio rurale, il territorio, piccoli agglomerati urbani o casolari isolati, borghi marini, dai titoli “Cielo di Campi”, “Plenilunio”, “Terra” e “Acqua”. (9colonne)
