(7 mar) – Il Fondo nuovi nati, istituito dalla Presidenza del Consiglio con il decreto anticrisi del 2009, ma divenuto operativo solo nel 2010, e rinnovato con la Legge di Stabilità per il 2012, garantisce per il 50 per cento dell’importo prestiti fino a 5.000 euro, con tasso fisso agevolato, a famiglie nelle quali sia nato o sia stato adottato un bambino tra il 2009 e il 2014. E’ previsto anche un contributo in conto interessi nel caso sia presente un bambino affetto da una malattia rara. Per le famiglie con indicatore ISEE inferiore a 15.000 euro la garanzia del Fondo aumenta fino al 75 per cento entro il limite del 20 per cento della dotazione del Fondo. I prestiti, senza una specifica destinazione d’uso, non devono avere una durata superiore a 5 anni. La misura si caratterizza per la facilità di accesso e l’assenza di requisiti di reddito. Il gestore è la Consap. Nella sua prima formulazione il Fondo prevedeva una dotazione complessiva di 75 milioni per tre anni, ai quali si sono successivamente aggiunti 10 milioni, per far fronte ai trasferimenti in conto interessi per i bambini affetti da malattia rara. Finora – secondo uno studio della Banca d’Italia – lo stanziamento effettivo è stato di 35 milioni, un ammontare comunque superiore alle garanzie realmente prestate, pari a 9 milioni. Al 18 novembre 2011 erano stati infatti concessi finanziamenti a circa 21.000 famiglie per un totale di 116 milioni. Più di un terzo dei beneficiari apparteneva alla classe più bassa di indicatore ISEE. Per i nati nel 2009, per i quali non si può più presentare domanda, si calcola che abbia fatto ricorso alla misura poco più dell’1 per cento degli aventi diritto. Per il proseguimento dell’iniziativa il Fondo potrà contare sui residui 26 milioni. Ipotizzando un accantonamento pari a circa il 10 per cento dell’ammontare garantito e una copertura dei finanziamenti erogati pari al 50 per cento, l’ammontare di ulteriori prestiti concedibili in virtù del provvedimento è stimabile attorno ai 460 milioni; il valore effettivo potrebbe superare questo livello poiché al progressivo estinguersi dei prestiti a breve scadenza il Fondo si alimenta delle risorse che si liberano. Il tasso di adesione da parte delle banche è piuttosto elevato, pari all’82 per cento; tutti gli istituti di credito di maggiori dimensioni partecipano all’iniziativa.
Fonte:
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/QF_111
