(12 mar) – Il Pil nel IV trimestre è sceso dello 0,7% rispetto al trimestre precedente. Lo rileva l’Istat aggiungendo che rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno il prodotto interno lordo è calato dello 0,4%. L’Italia dunque è in recessione tecnica: per il secondo trimestre consecutivo il Pil è infatti in calo congiunturale. C’è però un barlume di speranza: “La crescita per l’intero 2011 è stata dello 0,5%” e non dello 0,4% stimato a febbraio. Dunque la situazione economica è peggiorata da giugno dello scorso anno, con lo scoppio della crisi internazionale, ma c’è spazio per confidare in una lieve ripresa nella seconda parte dell’anno. Nel quarto trimestre del 2011 tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione su base congiunturale. Le importazioni si sono ridotte del 2,5% e le esportazioni sono rimaste stazionarie. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto un punto percentuale alla crescita del Pil (-0,4 i consumi delle famiglie, -0,1 la spesa della PA e -0,5 gli investimenti fissi lordi). Anche la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla crescita del Pil (-0,4 punti percentuali), mentre il contributo della domanda estera netta è stato positivo per 0,7 punti percentuali. Dal lato dell’offerta, si rilevano andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto dell’industria (-1,7%) e dei servizi (-0,1%), mentre il valore aggiunto dell’agricoltura è aumentato dello 0,5%.
