“Il rapporto stampa-intercettazioni va regolamentato al più presto”. A dirlo è il presidente del Senato Renato Schifani, che aprendo la presentazione del volume “Sette anni di protezione dati in Italia” elaborato dall’autorità garante della privacy, ha sottolineato come “occorre contemperare due valori di rango costituzionale: quello della persona e il doveroso esercizio del diritto di cronaca”. “Un’informazione responsabile – ha spiegato – deve mettere al primo posto il rispetto delle persone, in particolare la loro dignità e autonomia, e deve saper costruire un nuovo rapporto di fiducia e di credibilità con l’opinione pubblica”. “E’ il Parlamento – ha proseguito – che deve definire il punto di bilanciamento tra valori costituzionali egualmente meritevoli di tutela e individuare il giusto equilibrio. Quel equilibrio che ancora oggi non troviamo nella diffusione di intercettazioni ambientali o telefoniche che sistematicamente violano la sfera privata e direi intima dell’individuo”. Secondo Schifani “non deve essere più consentito di indugiare, come spesso avviene su episodi che non solo non riguardano soggetti indagati o imputati ma che non sono funzionali alle notizie che meritano di essere diffuse”, anche perché “sono particolari che possono distruggere la vita della persona senza alcun fine se non quello di soddisfare la curiosità morbosa del lettore”. Commentando “il significativo bilancio” esposto nel volume prodotto dal Garante della privacy, il presidente Schifani si è augurato che, “proprio in relazione alle non poche difficoltà che il Garante ha affrontato”, le pronunce, le linee guida e le note finora adottate dall’autorità possano trovare “nella ‘sponda’ istituzionale del Parlamento il loro naturale completamento”. (Pif – 13 mar)
