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Elisa Brandi: “Con Msf ho realizzato il mio sogno”

it@withub.it by it@withub.it
14 Marzo 2012
in Archivio BigItaly focus
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(14 mar ) “Fin dalle scuole superiori desideravo lavorare in ambito umanitario…”: quella di Elisa Brandi, giovane operatrice di Medici senza frontiere, è una vera e propria vocazione, qualcosa che ci si sente dentro fin da subito e che poi diventa la stella polare della propria vita. “Dopo aver studiato Relazioni internazionali – racconta Elisa, originaria di Foligno -, sono andata in Germania lo scorso anno per perfezionare la lingua tedesca. Lì ho conosciuto una persona che aveva lavorato per molti anni con Msf, che mi ha incoraggiato ad inviare la mia candidatura on-line. Avevo sempre pensato ‘sarebbe bello ma…impossibile!’, però grazie al suo incoraggiamento mi sono decisa a mandare il mio curriculum e dopo qualche giorno sono stata contattata dalla sede di Roma per il colloquio di selezione”. Un sogno che presto è diventato realtà: “Ho lavorato per 3 mesi a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo – racconta -. La città si trova al confine con il Rwanda, in riva al lago Kivu, un posto incantevole da un punto di vista geografico anche se segnato da tanta povertà e dalle ferite sociali del conflitto armato”. Il ruolo di Elisa è quello di logista: “Il mio lavoro – spiega l’operatrice umanitaria – consisteva nel seguire gli approvvigionamenti del materiale necessario alla missione, passo dopo passo: pianificare gli acquisti, effettuarli, tenere i contatti con i fornitori, verificare i prezzi, fare preventivi, gestire i trasporti dei materiali in arrivo dall’Europa o dai mercati locali, fino all’inserimento nel nostro magazzino. E infine preparare le spedizioni a fronte degli ordini da parte dei progetti. È tutta questa macchina logistica – sottolinea Elisa – che permette poi ai nostri medici e infermieri di operare con efficacia”. Un’esperienza importantissima per Elisa, “molto formativa da un punto di vista umano, ma anche da un punto di vista professionale. Msf punta infatti molto sulle competenze tecniche dei propri operatori umanitari, valorizza la competenza e l’efficienza da un punto di vista professionale. Ma fra i requisiti necessari per partire conta molto la motivazione e lo spirito di adattamento”. La vita dell’operatrice umanitaria, infatti, non è certo tutta rose e fiori: “Ogni giorno, quando si lavora nei progetti di Msf, ci sono piccole e grandi sfide. Non mancano le difficoltà, visto che i contesti di lavoro sono in molti casi di grande complessità. Ma è fondamentale tenere sempre presente l’obiettivo: garantire cure di qualità alle popolazioni che curiamo”. Un’esperienza, quella vissuta a Bukavu, che ha cambiato profondamente Elisa: “Sicuramente, una volta tornata a casa, ho cominciato a dare un valore molto diverso alle tante cose che possediamo qui e che giudicavo scontate: non solo i beni materiali (avere sempre buon cibo disponibile, acqua corrente, elettricità, vestiti…), ma anche quelli immateriali: non mi ero mai resa conto fino in fondo di quale immensa fortuna sia il non doversi mai preoccupare della propria sicurezza e libertà, poter uscire a prendere un gelato o fare una passeggiata senza sentirsi in pericolo, essere circondata dagli amici ed essere in buona salute. E ho capito quanto c’è da lavorare per fare in modo che le popolazioni di tanti paesi possano avere accesso a un’assistenza medica gratuita e di qualità. È la lotta di Medici senza frontiere – sottolinea Elisa – da oltre 40 anni”. (Roc)

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