Ancora tesi i rapporti tra Italia e India dopo il sequestro di Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, rapiti nello Stato dell’Orissa mentre facevano fotografie ad alcune donne in riva a un fiume. A sequestrare i due italiani i guerriglieri maoisti che dopo la scadenza, ieri sera, dell’ultimatum posto dopo il rapimento, mantengono ora il silenzio. Non mancano intanto richiami da parte delle autorità locali: il “chief minister” ovvero il capo del governo dell’Orissa, Naveen Patnaik, ha rivolto oggi per la terza volta un “vibrante appello” ai maoisti affinché liberino Bosusco e Colangelo, il primo gestore di un’agenzia di viaggi locale e il secondo medico in viaggio di studio. All’assemblea nazionale a Bhubaneswar, città capoluogo del distretto di Khordha, Patnaik ha chiesto infatti ai ribelli di agire “per ragioni umanitarie” e di “liberare i due italiani illesi”. Sempre nel corso del suo intervento all’assemblea il “chief minister” ha riassunto la vicenda del rapimento e fornito diversi particolari: Patnaik ha confermato che il sequestro è avvenuto il 14 marzo e che oggi il governo indiano ha ricevuto “un documento firmato da ‘Sunil’, segretario in Orissa del Partito comunista indiano (Cpi-maoista) contenente 13 richieste, che ora è all’esame degli organi statali”. (Gil – 19 mar)
