Il lavoratore non sarà “lasciato solo nel deserto” ma le regole del mercato del lavoro cambieranno. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero, al termine del vertice di Palazzo Chigi con i sindacati, anticipa alcuni dei punti caratterizzanti della riforma del lavoro che, spiega, ha come obiettivo quello di aumentare l’occupazione. Si lavora per vietare gli stage gratuiti, introdurre una norma contro le dimissioni in bianco, far pagare di più i contratti a tempo determinato (costeranno l’1,4% in più) e rendere “meno blindato”, come afferma il ministro, quello a tempo indeterminato – che però dovrà essere quello dominante – attraverso le modifiche all’articolo 18, digerite dagli altri sindacati ma non dalla Cgil. Il governo, assicura il ministro, “non vuole smantellare le tutele per i lavoratori” ma, per quanto riguarda l’articolo 18, il reintegro nel posto di lavoro sarà previsto per i licenziamenti discriminatori, mentre ci sarà un ricorso all’indennizzo, tra 15 e 27 mensilità, per i licenziamenti dovuti a motivi economici giudicati illegittimi dal giudice. Sui licenziamenti disciplinari sarà il giudice stesso a decidere per il reintegro o per l’indennizzo. Su questo punto, ha sottolineato il presidente del Consiglio Mario Monti, non si tratta più: “La Cgil ha espresso il proprio dissenso sull’articolo 18, tutti gli altri hanno espresso il loro consenso, quindi su questo per quanto riguarda il governo la questione è chiusa”.
(PO / Caf)
