Nella conferenza europea di Copenaghen clinici ed esperti da tutta Europa, tra cui l’Italia, si sono riuniti per fare il punto sullo stato dell’arte dell’Aids, dopo la recente richiesta fatta dall’Unione europea ad ogni Stato membro di intervenire per regolamentare e redigere delle proprie Linee Guida sull’Hiv. L’Italia, dove circa un terzo delle persone sieropositive non sa di esserlo, è il primo Stato membro dell’Unione europea ad aver da poco redatto una propria legislazione che ha riguardato la riaffermazione della necessità di eseguire il test. Il “Documento di consenso sulle politiche di offerta e le modalità di esecuzione del test per Hiv in Italia”, redatto dalla Commissione Nazionale per i diritti di lotta contro l’Aids, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e quindi presto obbligatorio per le Regioni, è stato presentato al summiti di Copenaghen. Un unico aspetto negativo viene evidenziato da Rosaria Iardino, presidente onorario Network Persone Sieropositive (NPS): “Oggi il Documento non permette di poter accedere al test alla fascia di età dai 16 ai 18 anni senza il consenso dei genitori, mentre prima era previsto solo dai 16 anni in giù. In questo modo andremo a perdere una delle fasce più fragili”.
(Red – 21 mar)
