Un litigio, le urla e poi gli spari. Alberto Musy, consigliere comunale Udc di Torino, è stato ferito in un agguato nel cortile di casa sua in via Barbaroux alle 8 di questa mattina. Tre colpi di pistola hanno fatto ripiombare il capoluogo piemontese indietro nel tempo, nell’incubo di una stagione di attentati e rivendicazioni che però non sembra attinente all’episodio di cui è stato vittima il capogruppo del Terzo Polo in consiglio comunale. Quarantacinque anni, avvocato civilista e docente universitario di diritto, Musy è ora ricoverato in prognosi riservata alle Molinette dopo un intervento chirurgico di rimozione di un ematoma cerebrale. “Le prossime 48 ore – ha fatto sapere la famiglia in una nota – saranno determinanti per capire l’evolversi della situazione, sulla quale i medici si esprimono con cauto ottimismo. Gli inquirenti stanno vagliando tutte le ipotesi di movente. Per oggi non pensiamo vi saranno ulteriori novità”. Le tre delle cinque pallottole partite dal revolver del suo aggressore lo hanno colpito alla scapola, a un braccio e di striscio alla tempia. Secondo le prime ricostruzioni, Musy stava rientrando a casa dopo aver accompagnato a scuola le figlie. “Aveva dimenticato l’iPad”, ha spiegato la moglie. E ad attenderlo nel cortile del suo palazzo ha trovato un uomo con indosso un casco integrale. Tra i due ci sarebbe stato un breve litigio, poi l’aggressore ha estratto di tasca la pistola e ha sparato, prima di fuggire ripreso dalle telecamere di sorveglianza dei negozi della zona. La moglie Angelica, in casa con una delle quattro figlie e la colf, ha sentito le urla e gli spari ed è corsa in soccorso del marito che, prima di perdere conoscenza, le ha detto: “Mi hanno seguito”. Sulla vicenda indagano a 360 gradi Digos e squadra mobile: per ora la pista terroristica e quella legata all’attività politica del consigliere centrista sembrano le meno probabili, mentre gli inquirenti stanno approfondendo i risvolti dell’attività professionale e della vita privata di Musy. A sparare sarebbe stato un uomo di 40-45 anni. “Sicuramente è stato un agguato, ma non abbiamo ancora elementi per dire che matrice abbia. Si sta lavorando”, ha spiegato il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri che ha convocato al Viminale un comitato nazionale per l’ordine pubblico e la sicurezza. (Caf – 21 mar)
