(21 mar) – “Daniela Roma possiede un grande talento. Esprime molta musicalità sorretta da una consistente profondità interpretativa. La sua tecnica è superba e soprattutto messa al servizio della Musica. Io la considero una giovane artista seria e alla ricerca della verità musicale”. Aquiles Delle Vigne, tra i più importanti maestri del concertismo internazionale, parla così di Daniela Roma, una giovane pianista calabrese che accompagnata dal suo fedele pianoforte, si è esibita negli ultimi anni in tutta Europa. Apprezzata da pubblico e critica Daniela, che ha vissuto tre anni a Rotterdam dove ha conseguito con il massimo dei voti un Master degree in piano performance presso l’Hogeschool voor Muziek, è pronta per il suo prossimo concerto che si terrà tra qualche giorno a Bruxelles: “Poi – racconta – farò tappa a Tirana. E’ sempre una grande emozione esibirsi all’estero e respirare quel ‘religioso silenzio’ di chi so, apprezzerà la mia musica”. Daniela, concertista solista che é stata applaudita nei più prestigiosi teatri del mondo ha un “repertorio che va da Bach al Novecento”. I suoi concerti però sono un omaggio a Alfonso Rendano, pianista e compositore di Carolei in provincia di Cosenza. La pianista, infatti, per la Phoenix Classics ha già inciso in anteprima mondiale parte dell’Opera pianistica di Rendano e molto presto uscirà un secondo Cd con degli inediti del compositore calabrese. Daniela racconta con passione come si è avvicinata al mondo della musica: “Mio padre mi portava spesso con lui all’Università. Ero solo una bambina ma avevo notato che nel suo dipartimento c’era un pianoforte verticale che mi divertivo a ‘provare’ a suonare. ‘Costringevo’ tutti ad ascoltarmi così ad otto anni hanno deciso di farmi prendere lezioni ‘serie'”. “Oggi però sempre meno giovani si avvicinano alla musica classica – racconta la pianista – io che insegno musica in una scuola secondaria di secondo grado a Carolei, mi rendo conto che troppo spesso le adolescenti dicono: ‘da grande voglio fare la velina’ oppure ‘la ballerina’. I giovani sono troppo influenzati dai talent. Credo, invece, che bisognerebbe educarli all’ascolto di generi musicali diversi dal pop o dal jazz e sfatare il mito che la musica classica sia indirizzata solo ad un elite. In generale tuttavia – continua la musicista – ci vorrebbe più rispetto per la musica e per la cultura “. “All’estero – continua Daniela – a volte il talento italiano è più apprezzato che in Italia. Io stessa mi domando se ho fatto bene o male a lasciare Rotterdam. Tuttavia – conclude – sono convinta che si può lavorare bene anche in Italia e che piano piano il nostro Paese si stia svegliando. La buona musica è di tutti e per tutti: questo non va mai dimenticato”. (Gil)

