Con la riforma del lavoro il governo ha sbagliato per la prima volta, “ha ingenerato ansia e si è indebolito”. È questa l’analisi fatta dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso ospite della trasmissione “In mezz’ora”. Se il governo Monti “vuole mantenere l’aurea che si è costruito e il grande consenso nel Paese”, il premier dovrebbe “accorgersi di aver sbagliato” e trovare “la forza di tornare indietro”. “Questa volta – ha detto Camusso – ha ingenerato ansia e si è indebolito”. L’esecutivo secondo la sindacalista ha “sbagliato anche le previsioni” perché “dava per acquisito che se qualcuno non ci stava questo gli avrebbe dato forza all’esterno”, ma non è così. Infatti “in questi giorni un movimento molto serio premerà sul Parlamento che non potrà essere impermeabile”, ha dichiarato Camusso che ha annunciato che lo sciopero generale “potrebbe arrivare alla fine di maggio” se non prima. Comunque dopo aver seguito l’iter parlamentare del ddl, anche se la conferma ufficiale della data dello sciopero arriverà nei prossimi giorni. Nel frattempo, però, fa notare la numero uno di Corso d’Italia, in questi giorni “gli scioperi crescono in tutti i luoghi di lavoro”. L’ingiustizia di base della norma è che “si è spostato il tema dal licenziamento illegittimo all’idea che se lo chiamiamo con altri nomi si possa fare. Il tema è quale è la sanzione se il licenziamento è illegittimo”, spiega Camusso. Sull’articolo 18 le tensioni tra Cgil e governo sono ancora molto forti, al punto che il sindacato ha ricevuto il testo della riforma del lavoro da Confindustria e non da Monti: “Mentre sugli altri capitoli il governo era disposto a discutere le modifiche”, sull’art. 18 “dal momento in cui ha fatto la proposta non ha mai voluto spostarsi di un passo”. Tanto che il testo “ce l’ha dato gentilmente Confindustria”.
(Cle – 25 mar)
