(26 mar) “Vado al massimo, vado in Messico” canta Vasco Rossi nella famosa canzone del lontano ‘82 e chissà se questo ritornello non sia passato per la testa anche a Laura Mori quando otto anni fa ha deciso di lasciare la sua città, La Spezia, per andare a studiare a Santiago de Querétaro, città che si trova a circa duecento chilometri da Città del Messico. Certo è che Laura, tra rinunce e scelte difficili, studio, impegno e tanta determinazione sta andando “a gonfie vele” visto che oggi in quel Paese, tanto lontano quanto affascinate, insegna geologia e continua a fare ricerca. “Ho studiato Scienze Geologiche all’Università degli Studi di Pisa e mi sono laureata nel 2003 con una votazione di 110 e lode – racconta la giovane insegnante – nel 2004 ho cominciato gli studi di dottorato presso il Centro de Geociencias della Universidad Nacional Autónoma de México (sede ubicata nella cittá di Querétaro), ottenendo il titolo di dottoressa di ricerca nell’anno 2007. Dal 2008 al 2010 ho realizzato un post-dottorato presso l’Instituto de Geología della Universidad Nacional Autónoma de México, a Cittá del Messico. Dal 2010 – spiega la prof – lavoro all’Istituto di Geologia come ricercatrice associata e come professoressa nelle Facoltà di Scienze e di Ingegneria della Universidad Nacional Autónoma de México”. Laura è soddisfatta del proprio lavoro e del proprio percorso, “vivo a Cittá del Messico dal 2008, periodo in cui ho cominciato il post-dottorato. Dal 2004 al 2007 ho vissuto a Querétaro, una cittá al nord della capitale in cui si trova il Centro de Geociencias” e non è pentita della scelta che ha fatto: “La mia esperienza all’estero è stata ed è molto positiva perché sono riuscita a realizzare il mio sogno professionale e ho visto ricompensati tutti i miei sforzi”. Una piccola critica però va fatta: “L’Italia ha smesso di investire sulla cultura e sulle proprie risorse umane ormai da decenni, per questo motivo chi come me ha una passione per la ricerca, e soprattutto il desiderio di vedere realizzati i propri sogni e appagati i propri sforzi, si vede costretto ad abbandonare il Paese. Fino a che questa situazione di stallo totale si protrarrà – aggiunge la prof spezzina – e finché le autorità non cominceranno a investire sul lavoro e sulla cultura, unica vera possibilità di crescita, vedo il mio ritorno in Italia assolutamente impossibile: i tempi di crescita professionale che mi offre il Messico, per l’Italia sono ancora un’utopia”. In Messico Laura Mori, classe ’78, ha quindi realizzato i suoi progetti: “Qui non ho incontrato nessuna difficoltà: sono stata molto fortunata perché ho conosciuto sia nell’ambito lavorativo che nell’ambito sociale, persone molto disponibili e generose che mi hanno dato molto più di quanto potessi aspettarmi e mi hanno insegnato tantissimo rendendo questa esperienza in Messico irrinunciabile. Certo – conclude Laura con un pizzico di nostalgia – la cosa più difficile da accettare è che per veder realizzata la mia vita ho dovuto allontanarmi dalla mia famiglia, dagli amici di sempre, e dai luoghi in cui sono cresciuta”. (Gil)
