(3 apr) “Io non mi sento molto allineato a quello che normalmente si sente dire dalle persone che hanno scelto di trasferirsi all’estero”. Una chiacchierata con Danilo Morlando inizia così. Ligure, classe 1978, una laurea al Politecnico di Milano e tre anni “avanti e indietro tra Shanghai e l’Italia” racconta così, senza omettere critiche e analisi, come è diventato responsabile industriale di un’azienda del settore manifatturiero in Cina: “Ho studiato ingegneria meccanica, indirizzandomi sul settore energetico. Finiti gli studi, ad inizio 2004, sono stato assunto dalla società in cui lavoro tutt’oggi, azienda del settore manifatturiero, inserito come progettista meccanico. Dopo poco più di un anno ho iniziato a seguire l’assistenza tecnica ai clienti. E’ stato questo l’inizio della mia esperienza in giro per il mondo. Per una breve parentesi temporale – continua il giovane ingegnere – sono stato impegnato, sempre nel settore del service, con una società giapponese, per poi rientrare nella mia prima azienda, come responsabile del Service in Italia ed all’estero. Ad inizio 2009 sono stato incaricato di seguire lo start-up e lo sviluppo di una nuova azienda in Cina, a Shanghai, attività che mi ha impegnato per quasi tre anni. Oggi continuo ad occuparmi dello stabilimento cinese, di cui sono il responsabile industriale, limitando però la mia presenza localmente. Inoltre sono ancora responsabile del Service a livello globale ed infine ho l’incarico di responsabile dei progetti di interesse strategico”. E’ una vita impegnativa quella di Danilo che ammette di aver incontrato qualche difficoltà all’inizio della sua “avventura”: “La prima volta che sono stato in Cina ho incontrato due difficoltà principali: il cibo e la mentalità. Il primo problema si è risolto con il tempo, abituandomi via via ai sapori; il secondo è probabilmente irrisolvibile. Semplicemente – chiarisce l’ingegnere – si impara a conoscere il modo di ragionare delle persone, ma è difficile capirlo fino in fondo e condividerlo”. “Mi spiace ricevere tanti CV di italiani che si propongono di lavorare in Cina – dice con un pizzico di delusione Morlando – mi farebbe piacere, invece, che tutte queste persone, ognuna con le proprie conoscenze e capacità, si sforzassero per dare il proprio contributo in Italia, senza cercare la gloria altrove”. Un vero e proprio appello, dunque quello di Morlando che ha molti progetti in cantiere, ancora una volta però da realizzare a all’estero: “Aprirò una fabbrica, questa volta in Usa”. (Gil)
