Si è parlato di coordinamenti di partito per gli italiani all’estero nell’ultima puntata di Linea Mondo – Italiani nel mondo chiamano Roma in onda su Youdem. Una figura necessaria o no? A parlarne il responsabile del Pdl a Londra Maurizio Morabito, il coordinatore del dipartimento italiani all’estero del Pd Eugenio Marino, il direttore dell’agenzia Aise, Giuseppe Della Noce, la presidente del Pd Svizzera, Anna Pompei Ruedeberg. “Quello che interessa sono le attività più che una figura di riferimento”, ha commentato Morabito che ha evidenziato l’importanza della figura dei parlamentari eletti nelle ripartizioni di riferimento, nello specifico per il Pdl in Inghilterra il senatore Raffaele Fantetti e il deputato Guglielmo Picchi alla Camera: “Gli iscritti del Pdl riferimenti ce li hanno”, ha ribadito Morabito che ha aggiunto: “Per il resto ci coordiniamo da soli, siamo molto attivi. Stiamo organizzando anche una serie di incontri sia dalla base che dal partito”. Per la prossima campagna elettorale, ha aggiunto, “speriamo di avere un coordinatore”, ma in generale “preferisco avere i miei parlamentari che sono molto disponibili”. Il momento della campagna elettorale è il meno importante, secondo Marino che sottolinea invece l’importanza di “avere un punto di riferimento per gli italiani all’estero soprattutto nei grandi partiti”. E a Morabito Marino risponde: “Non serve un capo solo per raccogliere voti, ma serve qualcuno che segua sempre le questioni degli italiani all’estero con un struttura che lavori tutto l’anno per loro. Il fatto che non ci sia un punto di riferimento formale o che non venga riconosciuto è un danno per gli italiani all’estero. Ad esempio, se bisogna chiedere un incontro con il governo, chi è titolato per quel partito a farlo? Tutti ce l’hanno. Per il Pdl è anche difficile: chi rappresenta tutto il partito? In Inghilterra ci sono Fantetti e Picchi, ma gli italiani dell’America Latina, ad esempio, a chi si rivolgono?”, chiede Marino. E poi, aggiunge il responsabile italiani all’estero del Pd, se non serve un responsabile, “mi auguro che Pdl non lo nomini più per un fatto di coerenza”. Il senatore del Pd eletto all’estero, Claudio Micheloni, ieri ha espresso l’apice “di un percorso di grande coerenza con un lavoro che va avanti da anni”, ha detto Marino, ricordando l’astensione dal voto di fiducia ieri in Senato da parte del parlamentare eletto all’estero, dopo che è stato respinto l’emendamento che chiedeva per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato di pagare l’Imu non come seconda casa, ma come prima casa. Secondo Marino, quello di Micheloni è stato un gesto di coerenza dal momento che quando “il governo Prodi diminuì l’Ici alle fasce deboli, la diminuì anche agli italiani all’estero. E questa – ha aggiunto Marino – è una coerenza che non posso riconoscere nel Pdl. È questa la differenza quasi antropologica tra Pd e Pdl”. (Cle – 5 apr)
