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Un manager italiano all’American Express di New York

it@withub.it by it@withub.it
6 Aprile 2012
in Archivio BigItaly focus
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(6 apr) – “Mi sono trasferito a New York nell’estate del 2011 per lavorare in American Express, dove ricopro il ruolo di senior manager del team di Digital Strategy & Innovation, un gruppo di ricerca strategica creato recentemente”. A parlare è Paolo Persurich, trentenne milanese con le idee chiare, la voglia di mettersi in gioco, di crescere e di guardare “aldilà”. Oggi Paolo vive nella Grande Mela dove è manager, anzi senior manager, presso la famosa società di servizi finanziari statunitense. Chi lo conosce lo descrive come un “ragazzo in gamba con un profilo accademico di un certo livello” ed ha ragione visto che Poalo ha un curriculum di tutto rispetto:“ “Mi sono laureato con lode in Economia Politica presso l’Università Cattolica di Milano con una tesi di Politica economica e monetaria sulle conseguenze dell’allargamento dell’Unione Europea ai Paesi dell’Est Europa. Ho studiato per un anno presso l’ateneo di Maastricht, in Olanda. Ho inoltre conseguito il MBA del MIP-Politecnico di Milano” racconta lo stesso Paolo che spiega così il suo lavoro: “Guido la strategia di sviluppo dei servizi di nuova generazione di American Express, ovvero delle forme di pagamento alternative e delle funzionalità offerte sui canali digitali (Smartphone, tablet), spesso in partnership con i Social Media (Facebook, Twitter, Foursquare)”. Prima di trasferirsi in America Persurich ha lavorato per una delle principali società di consulenza strategica e a questo proposito precisa: “La mia scelta di trasferirmi all’estero non è stata dettata dalla mancanza di lavoro ma da una opportunità che ho deciso di cogliere”. Oggi non è per nulla pentito della scelta fatta, anche se la definisce “forte e faticosa”, perché l’ “ambiente newyorkese è estremamente meritocratico e competitivo”: “Chi si trasferisce all’estero prende una decisione coraggiosa ma che lo ripagherà nel lungo periodo. Lavorare all’estero ti consente di metterti alla prova, di imparare perfettamente un’altra lingua, di dimostrare quanto vali: i ragazzi italiani sono incredibilmente ben valutati, grazie ad un’eccellente preparazione e ad un atteggiamento aperto e portato a lavorare in team”. Persurich però non ha dimenticato l’Italia: “La cosa importante è che, a chi lavora all’estero, sia data l’opportunità di tornare in Italia, portando con sé quanto è stato appreso in mercati più avanzati. Se questo accadesse l’Italia avrebbe una forza lavoro più qualificata di quella di Paesi europei più ricchi”. Paolo parla con entusiasmo della sua vita a New York, che offre “svago e divertimento e dove è facile fare conoscenze” e sul mondo lavorativo dice: “L’ambiente qui è molto cordiale ma anche improntato ad una altissima professionalità. Ancora prima della preparazione e delle capacità personali a ciascuno vengono richiesti la massima puntualità, il rispetto delle scadenze, una perfetta organizzazione del proprio tempo, tanto che chi lavora molto oltre l’orario standard non viene ben giudicato, ma considerato come una persona non in grado organizzarsi al meglio. Allo stesso modo – continua il senior manager dell’American Express – il rispetto delle persone è una condizione imprescindibile e qualsiasi forma di ironia o di ‘goliardia’ qui è considerate inappropriata”. Paolo ci regala anche un piccolo aneddoto tanto simpatico quanto significativo: “Lavoravo qui da due settimane e mi incuriosiva sapere perché nessuno mostrasse curiosità del fatto che fossi l’unico non americano del team. ‘Chiunque viva e lavori a New York – mi disse una collega – è considerato un newyorkese a tutti gli effetti”. “Nessuno – conclude Persurich – qui ti tratta diversamente perché non sei americano, ma, allo stesso tempo, nessuno è disposto a concederti sconti”. (Gil)

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