È morta a Roma, all’età di 86 anni Miriam Mafai, giornalista e scrittrice. Figlia di una coppia di noti artisti italiani del XX secolo, Mario Mafai e Antonietta Raphael, Miriam Mafai nasce a Firenze il 2 febbraio del 1926. La passione la politica caratterizza gli anni della sua giovinezza: aderisce giovanissima al Partito Comunista e, ancora liceale, prende parte nel ’43 alla lotta antifascista. Funzionario del Pci negli anni dal ’44 al ’56, passa poi al giornalismo, diventando corrispondente. Scrive sull’Unità e su altri importanti quotidiani italiani, fino a dare il suo contributo anche alla nascita di Repubblica nel 1976, di cui era editorialista, e fino alla direzione del settimanale Noi Donne. Alterna alla intensa carriera come inviata speciale e giornalista politica la scrittura di molti saggi sulla storia italiana, vista e riletta anche attraverso i cambiamenti del costume del paese. Non manca un ritorno di fiamma per la politica vissuta non solo da narratrice ma da parlamentare, eletta come indipendente nelle file del Partito democratico della sinistra a metà degli anni ‘90. Tanti i premi ricevuti: dal Cimitile, nel 1996, con l’opera “Botteghe oscure addio” al Premio Montanelli, nel 2005, per la sua attività votata allo sviluppo della cultura italiana del ‘900, con particolare attenzione al mondo femminile. Della sua produzione letteraria, infine, non si possono non menzionare “Roma cento anni fa” del 1973, “L’uomo che sognava la lotta armata” del 1984, “Pane nero” del 1987 e “Dimenticare Berlinguer. La sinistra italiana e la tradizione comunista” del 1996.
(Red – Fonte: Womenomics.it)
