(10 apr) – All’appuntamento con la storia il naufragio del Titanic, tra poche ore di cent’anni fa, avrebbe consegnato anche il meglio del Made in Italy”. Questa la rivelazione di Gabriele Arlotti, giornalista e appassionato di storia del Parmigiano Reggiano. In questi giorni cade il centesimo anniversario della tragedia dell’imbarcazione britannica che, nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, entrò in collisione con un iceberg al largo dell’Oceano Atlantico. Il drammatico affondamento, provocato dall’impatto, causò la morte di 1523 dei 2223 passeggeri imbarcati, tra i quali gli 800 membri dell’equipaggio. Arlotti, reporter reggiano, tra le carte d’imbarco del transatlantico della White Star Line, ha scovato la presenza dell’eccellenza del cibo italiano, tra cui 30 forme di Parmigiano Reggiano. “Nel mondo, proprio in queste ore – racconta Arletti -, si assiste a riproposizioni dei menu del Titanic, dove spicca la presenza di Parmigiano Reggiano e altri cibi e pietanze italiane». Una piccola scoperta che rievoca lo spaccato di un secolo fa e che trae origine da una duplice evidenza, come spiega il giornalista: “Il Parmigiano Reggiano di quei tempi da un lato seguiva le rotte dell’uomo, le immigrazioni e, grazie alle sue qualità (organolettiche, di stagionatura e quindi trasportabilità, di versatilità e nutrizionali), divenne insostituibile ingrediente o pietanza in cucina. Ecco spiegato il notevole quantitativo a bordo della nave costruita nei cantieri irlandesi Harland and Wolff, dove in questi giorni è stato inaugurato il museo il Titanic Belfast. Di sicuro rilievo la presenza massiccia di italiani impiegati nella ristorazione di bordo, tra cui quelli dei ristoranti di I classe gestito da Luigi Gatti”. (Peg)
